Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella

martedì 6 agosto 2019

Sono una che rompe


Io sono una rompipalle. Eccomi. Mi presento per quello che sono fin dall'inizio, con tutta una serie di cose in cui credo, che quindi fanno parte di me e di quello, di quella che sono.
E se credo in qualcosa, mi accorgo di averla impressa nel DNA, di essere proprio impastata con lei: se ci credo veramente siamo una sola cosa. Questo immagino valga per tutti. Quindi ciò che per gli altri è rigidità altro non è che rimanere fedele a me stessa, e pazienza se rompo, sarebbe più doloroso rompere con me. Come si fa poi a vivere divisi da se stessi! Quella non è vita. È morte. Lenta e inesorabile. Io sono morta più volte. A pizzichi, a grandi porzioni. Ma mai del tutto. E quando la mia lucina si è quasi spenta, tanto da sembrare non esserci più, d'essere sparita, ogni volta ho sempre avuto qualcuno capace di farmela vedere, di soffiarci sopra e alimentarla di nuovo. Un Angelo, di quelli di carne e di ossa. E devo dire che sono molto fortunata perché la mia strada è cosparsa, interamente disseminata di Angeli. Così anche quando sono o, peggio, mi sento sola, alla fine scopro di non esserlo mai. È questa è una gran cosa.
Certo devo dire che sono tosta, tosta e rompipalle, e se mi riduco al silenzio in realtà sto preparando un'esplosione, un uragano, anche quando non lo so nemmeno io, e non è detto che quest'uragano si abbatta sugli altri, anzi, spesso si è proprio abbattuto su me. Rompipalle, tosta...si, qualcuno che è entrato nel profondo, dopo mio esplicito permesso, la prima volta che ci siamo incontrati mi ha confermato quanto io lo sia, capace di essere impenetrabile, di difendermi se mi sento attaccata, senza lasciare brecce, possibilità di ingresso a nessuno,. Sia io che lui sappiamo però quanto mi costi, perché dover difendersi può avere un prezzo alto da pagare. Ma la tua torre splendente non puoi certo metterla a rischio! Allora piano devi imparare, a difenderti selezionando, scegliendo...e continuando ad Amare, si tratta in fondo di dosare, utilizzare le tue energie in modo mirato. Per usare una frase tanto di moda, direi ottimizzare la tua risposta, difesa, protezione, apertura...di solito non attacco per prima, sarei distruttiva, se solo volessi, lasciassi che accadesse...si, sarei distruttiva. In passato, per non farlo, mi sono fatta male, me la sono presa con me, ora non più. Quindi dicevo, sono morta e rinata, lo faccio sempre io, di rinascere intendo. Spingo il mio essere agli estremi, so che ne ha le capacità, so che può fare miracoli, lo rispetto anche quando non sembra...non sempre l'ho fatto però, a volte non lo faccio, mi rammenta mentre scrivo... però lo ascolto, gli prometto che me ne curerò.
Ecco, una rompipalle, tosta, turbolenta, che il vero problema nasce proprio lì, quando vado ad imbrigliare le mie "turbolenze" che sono meravigliose, perché sono spazi di cieli, acqua di mare, cavalli in libertà, voli ad ali spiegate, fiori nei campi, alberi pieni di frutti, vie in città..ma anche grigio, a volte nero... un tempo, ora non più, non così tanto.
Un impasto ben riuscito direi, per me di certo si, perché non vorrei essere diversa da quel che sono. Perché voglio essere io, come sono, nessun'altra, nient'altro che me. Ok, anche un po' pazzerella perché mentre lo dico percepisco ogni cellula che mi compone, ogni atomo, ogni particella di energia esultare: "È orgogliosa di lei, quindi è orgogliosa di noi" e brindano, festeggiano, e fanno la loro parte, sanno che conto su loro, su ognuno, dal più grande al più piccolo, dal più vecchio, che vecchio non è mai, al più nuovo, ognuno la sua parte, in questo corpo che mi accoglie, che lotta, che cammina.
Prediligo le borse grandi, capienti, quelle dove ci infili mille cose che poi trovarle è un casino, ho scoperto da poco ch'è indice di personalità forte, sono forte, lo so, lo sapevo, prima di sapere della borsa.
Eppure sono morta più volte, per esempio quelle in cui mi sono sentita in dovere di non deludere aspettative. Fortuna che rinasco, io. E le cellule, gli atomi, le particelle di prima in un unico coro mi dicono "non esagerare, che poi si muore davvero". Ok, non pensavo, lo terrò a mente ma, siete sicuri? No, noi ce la faremo sempre, non abbiate timore, gli dico, non temete mai, non dubitate.
Io piango. Sono una che piange, che vede una foto, che legge qualcosa e piange...poi mette i piedi per terra a va a lottare, senza lacrime che mi serve ogni goccia di forza, ogni pizzico di energia.
Sono una che crolla sfinita, che si addormenta sulla sedia. Sono una che crede, totalmente, in quello che sente, è una cosa che mi esplode dentro e mi parla di me.
Sono una che si guarda allo specchio, nuda, vestita, davanti, di lato...sono una che si guarda in faccia più volte, che si manda baci, che si fa le smorfie.
Sono una che quando comincia una cosa ci mette se stessa, lascia fuori ciò che potrebbe turbarne la nascita, la crescita...certo mi porto dietro vissuto e paure ma, se qualcosa di estraneo può entrare in conflitto con ciò che mi accingo a fare, ecco che è fuori. Non tutti lo fanno.
Sono una che crede. Nei sogni, nel lavoro, nella speranza, nell'Amore, nella lealtà. Sono una che lotta per quello in cui crede. E quindi si, rompo, altrimenti che ci sarei venuta a fare qui?
Gabriella Dell'Aria 
Tutti i diritti riservati 

sabato 27 luglio 2019

E infine lui



E infine lui
la vide naufragare.
E balenò un ricordo
assai sbiadito,
cancellato
tra i cori
di altra gente,
di quella zattera
rimasta
sulla spiaggia.
Incredulo ,
deluso,
ammutolito se ne andò;
poi
si fermò per strada
e tracciò un cerchio
"In questo spazio io
ti aspetterò'".
E venne vento
e freddo
e le stagioni,
dal mare
un canto breve
risali,
raggiunse
dentro al cerchio
quelle scarpe,
sfiorò le mani
con quella tarda 
fune,
giunse alla zattera
legata
all' altro capo
in mezzo al mare. 
E lì s'inabbissò
fino a un dolore
antico,
e poi riemerse
con quello
tra le braccia,
e dopo
verso il sole
se ne andò.

Gabriella Dell'Aria 
Tutti i diritti riservati 

mercoledì 24 luglio 2019

In questo flusso di pensieri



In questo flusso di pensieri,
che svelano tracce d'ombra
e tracce di luce,
naviga il cuore mio,
mentre loro,
come onde a volte piatte,
altre tumultuose
e scalpitanti,
travestiti da giganti
o da sirene,
lo spingono,
ora con forza e con destrezza,
ora dolcemente
che non se n'accorga,
lo accarezzano,
lo lusingano,
cercano di conquistarne
i battiti.
E nel silenzio
torna la voce sua
e riecheggia,
e l'onde,
prima scontrose,
prima adirate,
placa.

Gabriella Dell'Aria 
Tutti i diritti riservati 

sabato 20 luglio 2019

In fondo la vita cos'è?


In fondo la vita cos'è? Un gioco che non ci appartiene se non per bagliori di tempo che per noi sono tanti decenni e per la storia del mondo una stella che appare, brilla, si spegne, in un battito di ali lungo quanto il respiro del mondo o forse molto di più. Eppure lungo o breve, questo viaggio intenso, questa casa che accoglie l'anima mia travestita da me, in queste sembianze, ci esalta, avvilisce, ci culla, a volte sbrana, ma sempre appare grande, e forte, a volte ineluttabile, carica di speranze, quando ci sospinge e quando no, quando ci asseconda e quando no. E quanto l'amo, quanto? Mi fermo ad osservarla dentro una formica che cammina lungo un muro, dentro un fiore che sboccia nell'asfalto, negli occhi di un bambino, in quelli di un anziano. Poi osservo come scorre dentro me, come mi forgia, come mi chiama, cosa racconta. E come passa il tempo, come scorre, fiato di vita nuova ad ogni istante lui soffia dentro me, ad ogni istante è un cavaliere bianco e rilucente che porge la sua mano e mi chiede di scegliere quale danza danzare. E sono cielo, e sono acqua, e sole, e vento, e stelle, sono Luna, magica e un po' bambina, donna, ammaliatrice, fata, sono anima che respira da sempre in questo mondo, sono buio a volte, ed altre luce, e quando lo riconosco dentro me, lo guardo e lui risponde che si chiama col mio nome. E quella lacrima che scende mi racconta il suo cammino. Ed ecco arriva luce. Sono mille vite in mille soli, sono una in un solo sole, perché ogni pezzetto fa di me quella che sono.
In fondo la vita cos'è? Sono io che la guardo, io che la sento, io che le do e le cambio aspetto. In fin dei conti, se io non ci fossi, tutto questo per me non esisterebbe, non avrebbe forse valore alcuno,. O forse si, innamorata come sono di questa Terra, di questi esseri che su di essa si adoperano a vivere, che essa sostiene, accoglie...forse se fossi solo un'anima senza corpo mortale, verrei su questa terra a guardare, a fare il tifo, ad amare. Come affacciata alla finestra, guarderei la vita in quella formica, nel fiore e negli umani, sorriderei, piangerei, pregherei. Se avessi modo credo aiuterei.
In fondo la vita cos'è? Tutto ciò che è in me, tutto ciò che è fuori di me. E se non avessi questo mio corpo, avrei comunque vita, in altro luogo, in altra dimensione. E forse mi chiederei anche lì cos'e la vita, o forse lo saprei. Fintanto che son qua l'ammiro e guardo, e vivo, e l'amo ❤️

Gabriella Dell'Aria
Tutti i diritti riservati

martedì 2 luglio 2019

Una lucciola


Ho ripercorso strade 
e sentieri,
fino ad andare
indietro,
molto indietro,
per ritrovar frammenti
di quello in cui
credevo,
ma che si è sgretolato
tra le mani.

Non ti fermare
cuore mio,
non raccontarti
che mai lui è
esistito,
non dire
che non c'era.

Sono tornata
così tanto indietro,
che non ricordo
quasi più
il profumo.
Tra sguardi vittimistici,
incolpevoli,
avvolti negli stracci,
coperti
sotto retaggi polverosi,
tra macerie,
tra resti
innalzati verso il cielo,
una lucciola che brilli
cerco,
una lucciola che mi ricordi
quello che più non trovo,
e quello di cui ho paura.

Cuore che batti,
cuore che credi,
disperatamente
credi.

Coi piedi insanguinati
cerco la luce,
quella sincera,
che almeno
mi riporti a me,
così che tornerò
con più coraggio,
a camminare 
dentro
al mio cammino.

Gabriella Dell'Aria 
Tutti i diritti riservati