Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella

martedì 13 aprile 2021

Scrivere è la mia casa

A volte mi basta entrare qua, oppure sulla mia pagina Facebook, e un'ondata d'Amore, di quello leggero che ti piove addosso dolce, che lo senti sulla pelle ma anche dentro, dentro al cuore, dentro al sangue, in ogni cellula del tuo essere, di quello che lo incontri e riconosci, di quello che sorridi, mi accoglie. Credo che un po' sia tutto l'Amore che ci metto dentro quando scrivo, io mi approccio a loro, alle parole, non come fossero un semplice mezzo ma uno strumento sacro, loro hanno grande potere, mentre scrivo ne sono consapevole, lo sento a volte, che sale, che fluisce, fino alla parola giusta, ne sento l'armonia, lo stile e la sonorità. L'altra metà di questo Amore invece credo che venga da tutto quello che attraverso esse io ricevo, in uno scambio che permane.

Scrivere è il mio porto sicuro, il mio punto fermo, come una fonte rigeneratrice, come una grotta in cui io trovo casa, con tutto ciò che casa offre: riparo, protezione, condivisione, ascolto, nutrimento e cura, insomma Amore. E mentre scrivo, sale commozione e sale Amore, sale gratitudine per questo mio parlare insieme a Te.

E stupidamente, o forse miracolosamente piango, per tutte le volte che ho creduto o temuto di perderlo. Quante volte me lo sono sentito sfuggire, strappato dalle mani perché vita chiamava altrove, ma sempre, sempre il filo che ci unisce, che unisce me alla scrittura, quello che fa di noi una sola cosa, sempre è stato lì a ricordarmi le parole, le danze, a ricordarmi Amore. Ed arrivava, all'improvviso, insieme a un'emozione, come un'onda senza preavviso, e "si scriveva" quasi fossi il suo strumento io.


Mi viene da sorridere, guarda un po', ed io che credevo di usare le parole, invece sono loro ad usare me, e sorrido.


Forse viviamo in simbiosi, in uno scambio paritario, tu dai amore a me, ed io a te.

 

                               

Mi disse:

Fate attenzione alle parole, tenete con voi solo le belle che le altre scavano solchi, alzano muri, insomma “fanno danno”, a volte si possono curare, guarire, quando c’è amore sempre si può, perché Lui fa miracoli, asseconda i desideri dentro al Cuore.

Tenete con voi le parole belle, quelle possono essere certo d’aiuto, servono a comunicare, ognuno con la propria “voce”, uomini, animali, piante, pietre, terra, acqua, aria; lo interruppi, - anche il fuoco? - chiesi, ma continuò: Le parole di ciascuno sono un Dono affinché voi comprendiate.

Portate una valigia leggera, piena di poche cose e solo le belle e importanti, le altre se son belle dividetele con gli altri, seminate campi, spargete a piene mani la bellezza dentro al mondo, di più, nell’Universo tutto.

Le poche che sono solo per voi, che sono personali, tenetele nel cuore e anche da lì fate che diffondano il loro messaggio.

Spazzate via ciò che non serve, ciò che non vi fa bene, ricordate che in ogni cosa c’è una lezione per tutti quelli che sono coinvolti.

Sorridete alle vostre, sono lì per voi, e tenete sempre a mente che ognuno può imparare solo per sé, ma che ogni lezione imparata aiuta gli altri ad imparar le loro.

Ricordate che siete sempre Amati, che avete accanto sempre chi vi Ama, anche se non li vedete, ricordate “Che Vi Amo” dice Dio, e tanti vi amano insieme a Lui.

Ricordati che c’è la Tua strada e il tuo cammino è Sacro.


Gabriella Dell'Aria 12.04.2021

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sabato 27 marzo 2021

 #Oggiilbuongiornoprofuma di "non importa ciò che dite, io credo nei Miracoli, io credo nell'Amore. Tu non chiamare Amore, quello che Amor non è."

Oggi la mia vocina mi ha scaraventato innanzi ai piedi grandi cesti pieni di parole, di tristezza, di scompiglio e confusione, mi ha poi guardata, quasi a sfidarmi, braccia conserte e sguardo sul mio viso, mezzo sorriso e mezza bocca corrucciata:" adesso cosa fai", sembrava dire, "ti accontenti di questa superficie?".
Ho iniziato allora a prendere quelle sue parole, quelle emozioni, e dentro ognuna ho provato a entrare, ma ecco che lei stona, e avanti un'altra, ed ecco che pure questa, neanche lei risuona, allora ne ho scartata una, e dopo ancora fino a quella sua dorata.
Oggi il buongiorno, contrariamente ad ogni giorno in cui lei porta chiaro e schietto un profumo in dono, mi ha costretta alla ricerca, perché il suo dono era una domanda, dimmi che cosa arde in te, dimmi che vuoi.
Ho alzato parole luminose, ho alzato verso il cielo ciò in cui credo, ho acceso desideri, ho acceso amore.

Dimmi in cosa credi,
dimmi se credi.
Dimmi chi ti ha rubato i sogni.
Dimmi chi li ha smembrati.
Dimmi dove li hai persi.
Dimmi perché li hai persi.
Dimmi per chi,
tu dimmi quando.
Dimmi perché tu
li hai lasciati andare.
Andremo insieme
cesta sulla spalla
ad osservare i fiori
andremo insieme
dentro ai colori.

Ed ecco che cammino
per la strada
mi viene incontro
una voce,
una bambina?
Dimmi Amore mio
chi ti ha rubato
i sogni,
dimmi dove li hai persi
dimmi dove ti ho perso.

Cammino avanti
che indietro non si torna
affido alla magia del giorno
questi miei sogni
che non si son mai persi,
che non si son mai spenti.
Poi magica
la notte
arriverà.

Tu dimmi in cosa credi.
Dimmi se credi.

Gabriella Dell'Aria 04.05.2020
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sabato 20 marzo 2021

Eccomi qui


Eccomi qui,
dinanzi a te,
eppure ancora
non ti sembra
vero.
Vestita.
Non occorre
immaginare
delta o promontori,
Venere
da capo a piedi
sono.
Il tuo sguardo
mi accarezza già
mentre scivola
lento
il mio vestito.
Mi sollevi,
mi baci ogni
centimetro
del corpo.
Tremi.
Ancor non sembra
vero.


Gabriella Dell'Aria 06.06.2016
Tutti i diritti riservati

martedì 16 marzo 2021

Se ogni volta sapessimo

 Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, l'ultima che ci incontriamo, l'ultima che ci sentiamo, l'ultima volta che andiamo in questo o in quel posto, forse ci abbracceremmo di un abbraccio intenso e forte, di quelli che scavalcano i secoli e sono sempre lì, quelli che scavalcano lo spazio e puoi sentirli ancora.

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, forse non ce ne andremmo senza un "ti voglio bene" detto voltandosi ancora indietro un'ultima volta, senza un "sempre te ne vorrò".

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, forse faremmo foto, anzi un video, per raccogliere in quegli attimi anche la voce, in modo da ascoltarla ancora e ancora.

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, ti abbraccerei più forte, più forte io ti amerei.

Ma lei arriva in silenzio, alle tue spalle, senza preavviso.

E ti ritrovi tra le mani nulla? No. Comunque tra le mani ti ritrovi sempre amore. Ciò che era. Ciò che è.

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, forse sarebbe davvero troppo difficile andare via.

Gabriella Dell'Aria 13.03.2021

lunedì 15 marzo 2021

E dopo venne giorno

 Guardò l'orologio, era sveglia ormai da sedici ore, il giorno era iniziato che era notte ancora portando con sé detriti di ieri.


Una raffica di vento e dopo un'altra arrivano a spazzare via detriti e polvere, e tutto può succedere.
Succede che c'è aria d'ogni tipo, brandelli di tempo e d'ogni altra cosa.

A tratti pianse. A tratti asciugò gli occhi e il viso, ricordi vecchi, fiumi di parole, di antichi baci, con quella morsa che serrava labbra ma non serrava cuore.

Ed ecco che la vita è qui e la chiama, si siede giù per terra e aspetta, tanto lo sa che ci vorrà del tempo, sa che dovrà aspettare.

A tratti pianse, a tratti lei la consolò, come di due uno e viceversa, e quella voce, quello sguardo, e tutto ciò che era fuori e quello dentro, scaturirono mischiati e furon voce sola. Come colori su una tela, come note sopra un pentagramma, come parole che si fanno tratto sopra il foglio una ad una.

Ed era sera, ed era buio, ed era notte. E dopo venne giorno.

Gabriella Dell'Aria 26.07.2019
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