Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella

mercoledì 12 giugno 2019

Le scelte e i colori


La nostra vita è un insieme di infinite possibilità, s'incastrano, le une con le altre, ad ogni battito, in ogni istante. Così, mentre ora sono qui e scrivo, nello stesso modo potrei essere altrove e fare altro, incontrare altro. Quindi in questo istante ho scelto di prestare ascolto a quello che sento, fermarlo con le parole, per definirne i contorni. Come un dipinto, un quadro, un disegno. Ed ho "scelto" che valesse la pena di farlo. Ho scelto.
In realtà il pensiero aveva scavato più a fondo ed aveva creato note sullo smartphone ognuna delle quali s'inseriva in un risvolto, sondava un aspetto, un stato d'animo, una lezione forse d'apprendre ancora. Come mille tasselli di un puzzle variopinto dove qualcuno arrivava ad aggiungere, levare,  a mescolar colori.
Senza accorgersene un'altra nota stava prendendo forma sotto le sue mani.
Si pose dinanzi al puzzle, inginocchiata lì di fronte, con determinazione e con amore ci passò le mani sopra, come a spostare via la sabbia depositata sulla superficie, e ci levò quello che soffocava il cuore. E ci versò i colori, quelli suoi.

Gabriella Dell'Aria 
Tutti i diritti riservati 

giovedì 6 giugno 2019

Ti porto a passeggiare


Ti porto a passeggiare
Anima mia,

a respirare prati verdi e in fiore,

dove Natura splende

e si rinnova.

E andremo lungo i fiumi,

per le rive,

in spiaggia a giocare

con le onde.

Ti porto a passeggiare

Anima mia,

tra alberi da frutto,

tra campi rigogliosi,

sentieri ben puliti,

viottoli in paese.

E andremo

in un parco cittadino,

sotto al sole che splende

e quelle

fresche gocce di rugiada.

Ti porto a passeggiare

Anima mia,

respira forte,

riempi i tuoi polmoni,

questa è la vita,

tu guarda un poco adesso

in questa direzione.

Ti porto a passeggiare

Anima mia,

e ci berremo

un succo di pompelmo,

ti porto a riscoprire il sole,

a riscoprire amore.

Respira Anima mia,

respira,

ti porto alla sorgente luminosa,

dove puoi bere acqua cristallina

e lavar via ogni tuo dolore,

ma tu non vuoi levar

tracce di vita,

entri nella sorgente

e lavi la stanchezza,

ti bagni, ti rinfreschi,

Anima mia sorridi.

Ora vienimi in braccio

io ti sto accanto

ora è il tempo in cui

invertiamo i ruoli. 





Ti ho portato a passeggiare

Anima mia,

tra guerre e nei macelli,

tra fiumi d’ogni sangue,

tra orrori e crudeltà,

Anima mia che piangi,

Anima mia che preghi.



Vieni, oggi ti porto a passeggiare

Anima mia,

ti ho trascinata in mille pozze

e il fango, e mai

tu mi hai lasciato sola,

forse per i bei doni

che ti ho dato,

tesori immensi,
lucenti e risplendenti 

più del sole,

o forse perché m’ami,

o per entrambi.

Io capo, io nocchiero, timoniere

io guidatore ardito

ad infilarmi là,

io cavalier pauroso,

incosciente?

Io col vessillo dentro agli occhi

e il cuore.

Ti porto a passeggiare

Anima mia,

andremo per i prati luminosi,

sotto a quel sole chiaro

che non brucia,

dove passeggia vita,

dove risplende amore.

E tu ti fermi

e tu te ne riempi

e vai…

Anima mia…

che fai?




Sono uscita a passeggiare

Anima mia,

senza sapere dove andare,

senza saper perché,

ma sono uscita

ad incontrare te.

E sono andata

per prati,

per spiagge,

lungo i viali...

e tu eri passata

ma non c’eri più,

e lungo fiumi pieni d’ogni sangue

ti ho trovata,

Anima mia che piangi,

Anima mia che preghi,

Anima mia che ami.






Vieni,

ti porto a passeggiare

Anima mia,

non è così che adesso

puoi aiutare…

ti porto alla sorgente luminosa,

e per i prati

e sulla riva…

Ti porto a passeggiare

Anima mia,

tu vieni in braccio a me,

ti sto vicino.


Tra tutte le cose che scrivo, di questa avevo perso proprio memoria, era rimasta tra le pagine di uno dei tanti quaderni e l'ho trovata per caso, ma è stato come incontrare qualcuno che ami, così ne ho aggiunto un altro pezzetto e stasera, che avevo deciso di postarla, non trovavo più quell'ultima parte. Si vede che per scriverla tutta doveva prima perderla per un po' perché stasera ne ho scritto la chiusura.

(20.02.2018) (29.05.2019)  (06.06.2019)

Gabriella Dell'Aria

Tutti i diritti riservati



domenica 2 giugno 2019

2 Giugno


Oggi è festa, una festa che può dire tanto. Ad esempio oggi si commemora la prima votazione a suffragio universale, la prima 'vera' votazione secondo me, e l'esito che diede ne venne di certo influenzato, così come la storia. E si commemora tutto il sangue versato per arrivare fin lì, ad avere il diritto di scegliere, e quello per costruirla e per difenderla. Oggi è una festa che include tante feste, una festa 'globale' in qualche modo, che tocca noi ma anche il mondo con il quale ci interfacciarmo. Quindi è affare nostro ma non solo nostro; allo stesso modo le altre sovranità sono affar loro ma anche 'affare nostro' nel senso che incidono, determinano come interfacciarsi gli uni con gli altri. È un gioco di equilibri, e a tutti dovrebbe interessare che ci sia Pace, cultura del Benessere, che ci siano Diritti rispettati e garantiti per tutti, in ogni angolo di Mondo. Auspico che, oltre alla commemorazione, sia un giorno di consapevolezza e crescita positiva verso un futuro migliore da costruire.
Buona festa della Repubblica a tutti, umani e non ❤️

domenica 5 maggio 2019

Il trono e lo scrigno

Sicuramente accade anche a voi, così, all'improvviso, senza un'apparente motivazione, o forse con una tanto profonda che potreste scandagliare, ma che pure, nell'infinita trasparenza, bellezza, leggiadria di quello che lei porta, vi spinge a non farlo, a goderla senza rompere l'incanto, a lasciarvi quasi scivolare, abbandonata al suo sicuro abbraccio... ecco, dicevo, sicuramente capita anche a voi d'essere felice all'improvviso, e di goderne quella meraviglia che si porta dietro.
Quando succede a me, faccio silenzio, anche mentre parlo, in uno spazio interiore scrigno e altare, in cui la onoro, la ringrazio, la proteggo senza recluderla, la esalto... nell'incontro... con lei, con me, con gli altri e l'Universo intero.
E lo scrigno, che è sempre aperto, che possa entrare e uscire a piacimento, e l'altare mi ricordano e mi parlano di lei anche se non c'è. E questo potrebbe innescare la tristezza, la mancanza... e a volte accade, allora mi rammento che il Dono ricevuto, quello che mi ha portato, resta per sempre inciso in uno scrigno che è un altare dentro al cuore. E so che quando viene, passa a trovarmi, oppure quando si discosta e va a respirare in altri lidi, in realtà è sempre insieme a me. Come quando io dissi ai miei figli piccolini che iniziavano la scuola: "Anche se sono a casa, io sono insieme a te. Mamma è e sarà sempre insieme a te" e, visto che ho tre figli, gli ho spiegato che la mamma è magica e qual è la sua magia... quella dell'amore. Così lei, che sembra passi a trovarmi e dopo si discosti... è sempre insieme a me.
Buongiorno di magia d'Amore a tutti, umani e non ❤️
Gabriella Dell'Aria
Tutti i diritti riservati


mercoledì 1 maggio 2019

1 Maggio 2019

Prese gli occhiali cercando tastoni sul letto, li aveva abbandonati lì insieme al libro che stava leggendo e si chiedeva perché li cercasse, nel buio del primo mattino, serranda abbassata, non erano di certo ciò di cui aveva bisogno, che poi anche per leggere li usava di rado. Accese l'abat-jour. Per prima cosa incontrò il suo viso allo specchio, con le dita smosse un po' i capelli, guardò l'orologio e si alzò. La sensazione di pace, il canto degli uccelli mattinieri, l'assenza di rumore per le strade... solo la micia era sveglia e l'aspettava sul tappeto della cucina per le prime coccole mattutine, poi fuori a guardare il mondo che si svegliava.
Si fermò un po' sugli occhiali che aveva lasciato sul tavolo... dev'esserci qualcosa che sono convinta di non vedere, si disse. Oppure è un altro modo di esprimersi della mia  vocina. E adesso, voi che non la conoscete, penserete che sia matta... una che sente le voci... e invece no. Per chi non lo abbia mai sperimentato di persona, per chi non la conosca... dovete sapere che la voce che sente... perché sì, la sente davvero, altro non è, o dovrei forse dire  "altri" non è, che quella voce interiore... quell 'istinto innato che ci conserva e tutela, o cerca di farlo nonostante noi a volte, l'Anima, la coscienza, l' Angelo custode... insomma comunque quella parte immateriale di noi che ci guida. Ed ecco che adesso mi dimentico quasi di lei, in cucina a chiedersi il motivo degli occhiali, perché questo fatto, quello della parte immateriale di noi, a volte sconvolge, devo ammetterlo, altre rassicura. Ci sono le volte, poi, che ci fa sentire più forti. Non so se voi ci credete, ma lei sì, lei ci crede, nell'immateriale intendo. E siccome è una un poco pignola in questo, ad un certo punto si è trovata a cercare conferme di qua e di là, conferme a quello che lei già sapeva. E a volte cercare ti porta per strade tortuose, un poco fa che tu ti smarrisca, un po' che ti ritrovi, e per sentieri e valli ti porta ad esplorare... a volte si è sentita molto lontana da se stessa, a volte le sembrava di non riuscire a ritrovarsi, altre di avercela fatta. E così stamattina, in cucina, si chiede cos'è che vorrebbe vedere, meglio e di più. Intanto fuori la strada si anima, 1 Maggio, festa del lavoro, ci prepariamo alla gita perché, come lo scorso anno, anche oggi mia figlia canta. E va a cantare le sue canzoni, ha da poco finito di arrangiarle e registrarle, questa è una delle prime volte che le suonerà... ed io Amo seguirla, amo vederla costruirsi la sua realtà. Così mi perdonerete, spero, se il racconto dell'inizio si è trasformato nel racconto di me, della mia vocina, della mia famiglia che, oltre Alessandra, la cantautrice, comprende Chiara, la figlia maggiore, medico chirurgo specializzando in medicina d'urgenza ed emergenza, e Francesco, il minore dei miei figli, studente d'informatica, grafico, sviluppatore software, due cani, Trilly e Birillo, una gatta, Minú, si, all'italiana, ma io avrei preferito il classico Minou, ed una tartaruga, Salvuccio, quindi io lo chiamo tartarugo ☺️
Per chi fosse curioso, qui il link ad uno dei video di mia figlia, è un brano dello scorso anno, tutto scritto ed arrangiato da lei ☺️https://youtu.be/_CD4DrHgWD4


Buona festa del lavoro a tutti, a chi c'è l'ha, a chi lo cerca... a chi lo troverà, speriamo presto, anche per me 😊 che nel frattempo cerco case editrici e valuto se autopubblicarmi ☺️

Un abbraccio e buona esistenza a tutti ☺️

Gabriella Dell'Aria (C)