Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella

mercoledì 25 luglio 2018

Ed io

"Chi desidera vedere l’arcobaleno, deve imparare ad amare la pioggia."
Paulo Coelho

Ed io
che ho camminato
nella pioggia
e dentro la tempesta
Io con il Sole
Io con le nubi
Io con lacrime bevute
o senza più lacrime
Con il sorriso
custodito
dentro al cuore...
Solo e sempre
Io
Gabriella Dell'Aria
Tutti i diritti riservati

8 commenti:

  1. Risposte
    1. Grazie per l'apprezzamento e benvenuta nel mio blog!

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  2. mettere al centro sè stessi non è narcisismo ma il vero coraggio.
    coraggio di SCEGLIERSI dopotutto.

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    1. Coraggio di scegliersi! Bellissimo! È un coraggio che ci svincola da tante cose, quelle che non ci fanno stare bene!
      Mettere al centro se stessi serve anche ad altro, io ad esempio lo uso come test: È quello che voglio? Che vorrei? Che faccio? Di cui ho paura?...
      Di volta in volta sono il termine di paragone per dirmi, per indicare a me stessa dove sono o dove voglio andare.
      Ed anche in questo caso, come dici tu, scelgo.
      Grazie per il tuo commento, benvenuta nel mio blog!

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  3. Quante sono le lacrime bevute? Tante. Troppe. Eppure, non finiscono.
    Bella poesia. Complimenti!

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    1. Ciao Claudia, è vero, sono tante, e quando non si riesce a piangere più ci si accorge di quanto quelle lacrime siano un dono ghe permette di dare uno sfogo al dolore, alla preoccupazione. .per poi rimboccarsi le maniche quando si può, per quello che dipende da noi
      Benvenuta nel mio blog e grazie per il tuo commento!

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    2. Lo sai che hai ragione?
      Qualche anno fa, in seguito ad un grave lutto, avevo smesso di piangere.
      Incameravo tutto, ma non mi usciva una lacrima, e devo dire che soffrivo persino di più.
      Mi sono iscritta ai tuoi lettori fissi, così non mi dimenticherò di tornare a trovarti.
      Buona giornata!

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  4. Si, a volte scappiamo dalle lacrime, sono segno di dolore, per qualcuno di debolezza...poi si scopre che sono dono e segno di forza, quella di non nascondersi, nemmeno e soprattutto a se stessi, poi si scopre che ne restituiscono di forza! Sfogato un po' il dolore...forza ed entusiasmo per andare avanti.
    Grazie per esserti inserita tra i lettori fissi! Io ho iniziato a seguirti su Google+
    Felice giorno a te!

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