Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella

martedì 25 agosto 2020

Tutto in un solo gesto

 Era scesa a piedi nudi giù dal letto e in quel gesto, che sembrava assai banale, tutto il significato della vita.

C'era il "mi alzo, sono in piedi, sono pronta ad andare", fa niente ch'era scalza, lei sarebbe andata ugualmente dove c'era d'andare, per lei, per la sua vita, per chi amava, per chi chiedeva aiuto. 

C'era poi il "guarda che hai un attimo di tempo per fermarti" ma lei correva sempre, da questa parte, da quella, facendo mille cose e una, perché intanto sognava nel suo cuore, oppure lui cantava. Ma a tratti si fermava e respirava, sentiva, sulla pelle, dentro il cuore. 

C'era poi il "tempo del riposo", quello finito mettendo i piedi a terra per andare.

C'era il "basta, sono stanca, non ne posso più" che si traduceva nell'andare a cercare aria nuova, per strada, a mare, in una parola, lei che ne regalava, in un libro, in un gelato o anche dentro un film. 

C'era poi il "forza e coraggio, io sono una guerriera, qual è la novità.", ed ecco risplendeva il suo sorriso. 

C'erano le notti insonni, quelle di festa, c'era la lacrima, la felicità, c'era il rossetto ormai sbavato, i capelli spettinati, il vestito sulla sedia, la sottoveste trasparente, il profumo evaporato, i sogni svaniti, quelli nuovi, le persone che le mancavano, quelle che invece no.

C'erano amori, cicatrici, tesori, c'erano progetti, c'era lei.

E c'era ancor di più. C'era mascara asciugato in un fazzoletto di carta, c'era una dedica, una fotografia, c'era la sua immagine allo specchio, c'erano i figli, c'erano i biberon. E indietro, e ancora, c'erano abiti su misura, c'era sua madre, c'era lei ragazza, casacca e jeans e bandana ad anticipare i tempi. E vi potrei dire ancora...di studi, di sbagli, di felicità. C'era "il mondo è qui davanti" , c'era "raccogli ciò che ti donerà" . C'era l'amore, anche ancora indietro, guardando i piedi, c'era l'amore e il tempo che verrà.

Gabriella Dell'Aria 24.08.2020

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