Eccoci qua come ai tempi della scuola dinanzi una pagina bianca e l'incertezza, l'amletico dubbio: COME INIZIARE? Sicuramente voglio dirti CIAO, che tu sia casualmente transitato di qua o già mio amico, qualunque sia il tuo pensiero, la certezza di questo saluto ce l'ho.
Di certezza ne ho anche un'altra, se sono qui, se ho deciso di "mettere in rete" parte di quello che scrivo è proprio per arrivare da te, per il desiderio di comunicare e condividere insito nell'essere umano, perché ho deciso di "tirare fuori dal cassetto i miei fogli" ed esporli alle tue critiche, al giudizio che se vuoi puoi lasciare sotto ogni mio post, per incontrare e conoscere amici.
In questo blog troverai alcune poesie, racconti brevissimi che durano il tempo di alcuni "morsi" ad un frutto, la sfida mia personale a Flaubert, una storia da "prendere un morso per volta": terza certezza... e dire che a me ne sarebbe bastata una! Ho cominciato; così adesso spero di rincontrarti al più presto.

Gabriella

martedì 11 maggio 2021

Leggera come un soffio di vita




Leggera, senza pesi sul cuore perché quelli passati in qualche modo si sono o si stanno sgretolando, riempio nel frattempo gli occhi miei di lacrime, che lavano, che portano un po' d'amore, che dicono nello scorrere silenzioso tante cose. Leggera, senza valigie cariche di pesi che intralciano il cammino, a me, agli altri.
Leggera, che voglio fermarmi ad assaporare vita, ad assaporare amore.
Leggera, che voglio portare cose belle in dono.
Leggera, che voglio portare sorrisi e voglio portare Amore.
Leggera e vera, come l'aria, come l'acqua, come un soffio di vita. 
Gabriella Dell'Aria 11.05.2021


martedì 27 aprile 2021

Credettero


Il libro più tosto che io abbia mai letto fin ora è "Le vostre zone erronee", eppure ho letto anche "Se questo è un uomo"  e poi subito a seguire "La tregua"; questi ultimi due, come sapete, sono duri, di quella durezza che viene dal sapere di cosa gli esseri umani siano capaci, di quelle atrocità ideate, perpetrate, che a leggere manca il respiro e la parola, ti metti nei loro panni e pensi - Dio mio! Come fu possibile! Cosa dovettero subire, sopportare! - leggi e ad ogni passo ti auguri e dici "che non accada mai più". Intanto sai che nel mondo accaddero altre immani tragedie, che ogni giorno si consumano guerre e atrocità per mano dell'uomo e a volte ti senti troppo idealista, a volte pensi di essere contro corrente, poi ti guardi e dici a te stessa - Benedetta me - perché continuo a credere che nascerà il buono da ogni caduta, anzi, continuo a sapere che ogni caduta serve a far nascere buono, da qualche parte spunterà questo fiore; perché continuo a pensare, quando non si riesce a cogliere quell'opportunità per trasformarla in bene, che abbiamo perso un'altra occasione. Questo momento storico ne è l'emblema, quante decisione prese, da prendere, quale strategia, mentre il pianeta ci grida che da noi vuole altro, che altro gli serve. E non solo al pianeta, a tutti noi che lo abitiamo. E questa è la storia, chiamiamola normale, di tutti i nostri giorni. Ogni giorno siamo alle prese, come esseri umani, con questo o quel problema, quella catastrofe, guerre, insomma tutta una serie di cose che siamo davvero bravi a creare. Certo non sono le sole cose che creiamo, per fortuna, siamo bravissimi anche a fare bene, a costruire cose buone, ed è lì, proprio lì, come un diamante, il più prezioso, che ha casa tutta la speranza del mondo, anche la mia.

Leggere "Le vostre zone erronee", circa dieci anni fa, mise in crisi e in discussione buona parte delle mie antiche credenze, demolì diversi tasselli e mi fece vedere la vita, le cose, la responsabilità mia su di esse e su me, in un'altra luce, con altri occhi. A distanza di poco tempo lo rilessi, per comprendere meglio, per assimilare meglio e di più perché quando leggo io sono vorace, divoro le parole e poi mi viene lo scrupolo di non aver gustato tutto a fondo, per questo lo rilessi. 

A volte penso che dovrei leggerlo la terza volta, non perché io pensi di non essere all'altezza della comprensione del testo, ma perché vorrei rivedere gli schemi che sconvolse, che mi aiutò a cambiare.

E tutto questo con la poesia che segue potrebbe sembrare non aver nulla a che fare, e forse è così o forse no, perché dentro di me vive da sempre una Gabry guerriera contestatrice, non accetto un "sì è sempre fatto così", un "così va il mondo", vivo convinta che il mondo si possa cambiare nel modo più semplice, la volontà di mettere in scena ognuno la sua parte migliore, la volontà di conoscere, di essere consapevoli, di amare.

L'errore più grande che si possa fare, a parer mio, è quello di vedere se stessi come degli sconfitti, sconfitti dalla vita, dal sistema, dagli altri. Assumersi la responsabilità delle proprie scelte fa di noi protagonisti, a volte anche molto scomodi, la sfida è amarsi a prescindere.

Allora non conta ciò che gli altri pensano, conta ciò che so.


Credettero

 

Quando mi bendarono

credettero d'avermi resa cieca,

quando m'imbavagliarono

credettero d'avermi resa muta,

poi vennero con lacci e con catene

e credettero che mai più

sarei fuggita io.


Nei loro occhi venne poi stupore,

nelle loro mani, incredulità,

intanto io vedevo,

intanto io parlavo,

intanto 

me ne andavo

senza più lacci,

bende né catene.

Poi videro i miei occhi

ov'era scritta la mia libertà.

 

Gabriella Dell'Aria 27.04.2021

Tutti i diritti riservati


lunedì 26 aprile 2021

Le parole difficili da dire

Piccola riflessione la mia, ispirata da questa poesia di Daniele Verzetti Rockpoeta (R)

 

Sulle parole giuste ci sarebbe tanto da dire, sul loro potere di fare bene, sul loro potere di fare male. Secondo me fanno bene anche quando arrivano e sfrondano via ogni cosa, perché se son quelle giuste per noi, aiuteranno a ricostruire vita.

 

Le parole giuste sono coraggiose
sono quelle che pronunci
e ne paghi il prezzo
una, dieci, mille volte
ma non cambia.
Sono quelle che possono scuotere
fino alle fondamenta,
e quando lo fanno
nulla resta uguale,
tutto si ricostruisce adagio,
tutto deve rinascere
per poter continuare.
Le parole giuste...
dicono che fanno bene,
dicono che fanno male.

domenica 25 aprile 2021

25 Aprile

 Oggi, festa della liberazione, che sia libertà vera dalle catene tutte, materiali e non, che sia trionfo di vita, di diritti riconosciuti a chi da solo non può difenderli e fare in modo che gli siano riconosciuti, oggi, durante questo periodo che non credevamo veramente potesse essere così lungo, sappiamo tutti cosa vuol dire privazione, allora regaliamo libertà, libertà vera a tutti, umani e non. 


Buongiorno e buona festa della liberazione a tutti, umani e non ❤️


Gabriella Dell'Aria 25.04.2021

Tutti i diritti riservati


martedì 13 aprile 2021

Scrivere è la mia casa

A volte mi basta entrare qua, oppure sulla mia pagina Facebook, e un'ondata d'Amore, di quello leggero che ti piove addosso dolce, che lo senti sulla pelle ma anche dentro, dentro al cuore, dentro al sangue, in ogni cellula del tuo essere, di quello che lo incontri e riconosci, di quello che sorridi, mi accoglie. Credo che un po' sia tutto l'Amore che ci metto dentro quando scrivo, io mi approccio a loro, alle parole, non come fossero un semplice mezzo ma uno strumento sacro, loro hanno grande potere, mentre scrivo ne sono consapevole, lo sento a volte, che sale, che fluisce, fino alla parola giusta, ne sento l'armonia, lo stile e la sonorità. L'altra metà di questo Amore invece credo che venga da tutto quello che attraverso esse io ricevo, in uno scambio che permane.

Scrivere è il mio porto sicuro, il mio punto fermo, come una fonte rigeneratrice, come una grotta in cui io trovo casa, con tutto ciò che casa offre: riparo, protezione, condivisione, ascolto, nutrimento e cura, insomma Amore. E mentre scrivo, sale commozione e sale Amore, sale gratitudine per questo mio parlare insieme a Te.

E stupidamente, o forse miracolosamente piango, per tutte le volte che ho creduto o temuto di perderlo. Quante volte me lo sono sentito sfuggire, strappato dalle mani perché vita chiamava altrove, ma sempre, sempre il filo che ci unisce, che unisce me alla scrittura, quello che fa di noi una sola cosa, sempre è stato lì a ricordarmi le parole, le danze, a ricordarmi Amore. Ed arrivava, all'improvviso, insieme a un'emozione, come un'onda senza preavviso, e "si scriveva" quasi fossi il suo strumento io.


Mi viene da sorridere, guarda un po', ed io che credevo di usare le parole, invece sono loro ad usare me, e sorrido.


Forse viviamo in simbiosi, in uno scambio paritario, tu dai amore a me, ed io a te.

 

                               

Mi disse:

Fate attenzione alle parole, tenete con voi solo le belle che le altre scavano solchi, alzano muri, insomma “fanno danno”, a volte si possono curare, guarire, quando c’è amore sempre si può, perché Lui fa miracoli, asseconda i desideri dentro al Cuore.

Tenete con voi le parole belle, quelle possono essere certo d’aiuto, servono a comunicare, ognuno con la propria “voce”, uomini, animali, piante, pietre, terra, acqua, aria; lo interruppi, - anche il fuoco? - chiesi, ma continuò: Le parole di ciascuno sono un Dono affinché voi comprendiate.

Portate una valigia leggera, piena di poche cose e solo le belle e importanti, le altre se son belle dividetele con gli altri, seminate campi, spargete a piene mani la bellezza dentro al mondo, di più, nell’Universo tutto.

Le poche che sono solo per voi, che sono personali, tenetele nel cuore e anche da lì fate che diffondano il loro messaggio.

Spazzate via ciò che non serve, ciò che non vi fa bene, ricordate che in ogni cosa c’è una lezione per tutti quelli che sono coinvolti.

Sorridete alle vostre, sono lì per voi, e tenete sempre a mente che ognuno può imparare solo per sé, ma che ogni lezione imparata aiuta gli altri ad imparar le loro.

Ricordate che siete sempre Amati, che avete accanto sempre chi vi Ama, anche se non li vedete, ricordate “Che Vi Amo” dice Dio, e tanti vi amano insieme a Lui.

Ricordati che c’è la Tua strada e il tuo cammino è Sacro.


Gabriella Dell'Aria 12.04.2021

Tutti i diritti riservati

sabato 27 marzo 2021

 #Oggiilbuongiornoprofuma di "non importa ciò che dite, io credo nei Miracoli, io credo nell'Amore. Tu non chiamare Amore, quello che Amor non è."

Oggi la mia vocina mi ha scaraventato innanzi ai piedi grandi cesti pieni di parole, di tristezza, di scompiglio e confusione, mi ha poi guardata, quasi a sfidarmi, braccia conserte e sguardo sul mio viso, mezzo sorriso e mezza bocca corrucciata:" adesso cosa fai", sembrava dire, "ti accontenti di questa superficie?".
Ho iniziato allora a prendere quelle sue parole, quelle emozioni, e dentro ognuna ho provato a entrare, ma ecco che lei stona, e avanti un'altra, ed ecco che pure questa, neanche lei risuona, allora ne ho scartata una, e dopo ancora fino a quella sua dorata.
Oggi il buongiorno, contrariamente ad ogni giorno in cui lei porta chiaro e schietto un profumo in dono, mi ha costretta alla ricerca, perché il suo dono era una domanda, dimmi che cosa arde in te, dimmi che vuoi.
Ho alzato parole luminose, ho alzato verso il cielo ciò in cui credo, ho acceso desideri, ho acceso amore.

Dimmi in cosa credi,
dimmi se credi.
Dimmi chi ti ha rubato i sogni.
Dimmi chi li ha smembrati.
Dimmi dove li hai persi.
Dimmi perché li hai persi.
Dimmi per chi,
tu dimmi quando.
Dimmi perché tu
li hai lasciati andare.
Andremo insieme
cesta sulla spalla
ad osservare i fiori
andremo insieme
dentro ai colori.

Ed ecco che cammino
per la strada
mi viene incontro
una voce,
una bambina?
Dimmi Amore mio
chi ti ha rubato
i sogni,
dimmi dove li hai persi
dimmi dove ti ho perso.

Cammino avanti
che indietro non si torna
affido alla magia del giorno
questi miei sogni
che non si son mai persi,
che non si son mai spenti.
Poi magica
la notte
arriverà.

Tu dimmi in cosa credi.
Dimmi se credi.

Gabriella Dell'Aria 04.05.2020
Tutti i diritti riservati

sabato 20 marzo 2021

Eccomi qui


Eccomi qui,
dinanzi a te,
eppure ancora
non ti sembra
vero.
Vestita.
Non occorre
immaginare
delta o promontori,
Venere
da capo a piedi
sono.
Il tuo sguardo
mi accarezza già
mentre scivola
lento
il mio vestito.
Mi sollevi,
mi baci ogni
centimetro
del corpo.
Tremi.
Ancor non sembra
vero.


Gabriella Dell'Aria 06.06.2016
Tutti i diritti riservati

martedì 16 marzo 2021

Se ogni volta sapessimo

 Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, l'ultima che ci incontriamo, l'ultima che ci sentiamo, l'ultima volta che andiamo in questo o in quel posto, forse ci abbracceremmo di un abbraccio intenso e forte, di quelli che scavalcano i secoli e sono sempre lì, quelli che scavalcano lo spazio e puoi sentirli ancora.

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, forse non ce ne andremmo senza un "ti voglio bene" detto voltandosi ancora indietro un'ultima volta, senza un "sempre te ne vorrò".

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, forse faremmo foto, anzi un video, per raccogliere in quegli attimi anche la voce, in modo da ascoltarla ancora e ancora.

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, ti abbraccerei più forte, più forte io ti amerei.

Ma lei arriva in silenzio, alle tue spalle, senza preavviso.

E ti ritrovi tra le mani nulla? No. Comunque tra le mani ti ritrovi sempre amore. Ciò che era. Ciò che è.

Se ogni volta sapessimo che è l'ultima volta, forse sarebbe davvero troppo difficile andare via.

Gabriella Dell'Aria 13.03.2021

lunedì 15 marzo 2021

E dopo venne giorno

 Guardò l'orologio, era sveglia ormai da sedici ore, il giorno era iniziato che era notte ancora portando con sé detriti di ieri.


Una raffica di vento e dopo un'altra arrivano a spazzare via detriti e polvere, e tutto può succedere.
Succede che c'è aria d'ogni tipo, brandelli di tempo e d'ogni altra cosa.

A tratti pianse. A tratti asciugò gli occhi e il viso, ricordi vecchi, fiumi di parole, di antichi baci, con quella morsa che serrava labbra ma non serrava cuore.

Ed ecco che la vita è qui e la chiama, si siede giù per terra e aspetta, tanto lo sa che ci vorrà del tempo, sa che dovrà aspettare.

A tratti pianse, a tratti lei la consolò, come di due uno e viceversa, e quella voce, quello sguardo, e tutto ciò che era fuori e quello dentro, scaturirono mischiati e furon voce sola. Come colori su una tela, come note sopra un pentagramma, come parole che si fanno tratto sopra il foglio una ad una.

Ed era sera, ed era buio, ed era notte. E dopo venne giorno.

Gabriella Dell'Aria 26.07.2019
Tutti i diritti riservati

lunedì 8 marzo 2021

Sono sempre io

 Non guardarmi così, 

sono sempre io.

Puoi trovarmi

in disparte

a masticare chewingum

seduta su un muretto

come ai tempi di scuola. 

Puoi vedermi

con la bandana in testa

e la mia blusa a fiori

seduta tra i prati

o ad un corteo in protesta.

Ancora io,

tacchi a spillo

e minigonna mozzafiato,

e musica e luci

a ballare.

Sono quella in piscina,

dei tuffi, del nuoto,

di schizzi e risate.

Ancora io,

seduta a terra

spalle alla porta, 

ginocchia contro il petto

che è scosso dal singhiozzo,

io che guardo le mie mani

e piango, e chiedo,

chiedo come,

chiedo cosa.

Ancora io

abbracciata allo

stipite della porta

perché non c'è più

nessuno

con cui parlare

fino in fondo.

Ancora io,

fino a non parlare più,

fino a piangere

di un pianto asciutto

fino ad avere il dolore

dipinto sul mio viso.

Io davanti allo specchio

intenta a cancellarlo

come faccio col trucco.

Io che gioco

davanti allo specchio

con me,

che faccio le smorfie,

che cerco di rammentare

a me stessa

il mio stesso sorriso.

Sono sempre io,

riccioli neri a cascata

sulle spalle,

labbra rosse

e guance accaldate,

io con gli short

e il capello da cow-boy.

Sono sempre io.

Io bambina coi giochi,

Io fanciulla ai primi amori,

Io donna,

Io mamma,

Io giovane,

Io meno giovane,

Io immensa sorgente, 

Io cuore d'Amore.

Sono sempre Io.

Per tanti la colpevole

perché faccio paura.

E allora sento e dicono:

Ma tu che donna sei?

Perché non sei così? 

Perché non fai così? 

Che donna sei?

Io, l'unica donna possibile

l'incontro di tutto quello che sono, 

che ho visto, che ho vissuto. 

Io, solo io,

nessuna come me.

Non cercarmi addormentata

dentro un bosco,

Io sono la guerriera,

Io la regina,

Io la fata,

Io la magia.

Io, ovunque sia,

per sempre io.

Ho la storia tracciata

sulle dita,

ho i sorrisi

e i pianti

dipinti sulla faccia.

Ma gli occhi miei

sorridono ancora,

ancora varcano

spazi d'amore,

nel Cuore ho ancora 

la speranza. 

E tu? Che uomo sei?

Che ancora

non mi ami,

che ancora

vuoi possesso, 

vuoi ingabbiarmi. 

Dimmi tu, che uomo sei? 

Che ancora mi getti

tra le fiamme, 

un altro rogo e un altro, 

avanti coi pretesti

prima ch'io parli ancora, 

prima ch'io viva. 


Gabriella Dell'Aria 08.03.2020

Tutti i diritti riservati


In memoria di tutte le donne vittime  dell'uomo piccolo, che il Grande non ha bisogno di dominare nessuno e non fa vittime. 


Otto Marzo 2021

Attraverso un proiettore olografico una pioggia di mimose sta scendendo sulla piazza, si arresta a un metro dal  pavimento lastricato mentre grandi e piccini, nasi un po' all'insù e mani che cercano d'afferrarle i secondi, occhi a tratti lucidi i primi, immersi dentro esse sorridono e piangono: oggi si festeggia la donna, quante cose in essa. C'è chi ci vede la vita che nasce e si propaga, chi si sofferma a pensare a colei che ama e tutte le bellezze vede in essa, c'è chi, come un filo che le unisce, vede sua madre, la sua compagna e arriva poi a sua figlia, c'è chi ci vede dentro l'amore e l'armonia e invece chi ci vede dentro l'assoggettamento, chi la combatte dall'interno, in una lotta senza fine, cercando di sgretolarla sotto le sue mani, e chi la ama senza condizioni. Ci sono dentro quelle amate, ci sono dentro quelle sfruttate, quelle ammazzate, ognuno guarda secondo gli occhi suoi e la sua storia, ognuno sente in base a ciò che teme o ciò che ha. 


Questo e più di questo si vede in quel contesto, mentre mimose danzavano leggere dentro l'aria, senza spezzare rami, senza sporcare suoli.


Oggi, otto Marzo 2021, a quelle che ci siamo ancora, a quelle partite troppo presto, mimose gialle e scarpette rosse, perché essere donna è un diritto. Diritto di nascita rivendicato, difeso, preteso, io sono. Oltre chi mi vuole come gli piace, oltre chi mi vuole zitta, muta, oltre chi mi vuole asservita, oltre una società che si sveglia lenta o non si sveglia affatto.

Oggi, ieri, sempre "io". 


Oggi, otto Marzo 2021, come ogni otto Marzo dal 1977, siamo ancora qua, a difendere i nostri diritti e la nostra vita. 


Io sono. 


Buona festa della donna a tutte, anche oggi, come ogni anno, ringrazio gli uomini che profumano di buono, quelli che sono al nostro fianco, né un passo avanti né uno indietro, complici della vita insieme a noi e, ancora, aspetto e auspico che questa festa non esista più, che non abbia più motivo di esistere, mai più.

Un abbraccio dal cuore a tutte ❤️


Gabriella Dell'Aria 08.03.2021

Tutti i diritti riservati 


mercoledì 27 gennaio 2021

Giornata della memoria


 #Oggiilbuongiorno non può che aprirsi così, con un'immagine chiara di ciò che siamo capaci di fare, con quello che dovrebbe essere un monito, forte, sempre presente, una linea guida che scorre affiancata a quei binari sui quali i convogli stracarichi di una parte di mondo che si vedeva negare i diritti fondamentali, atrocemente aggredita, stipata, veniva trasportata, ecco, al fianco di quei binari e in direzione opposta dovrebbe scorrere la linea guida inviolabile, invalicabile, che indica da quale parte andare. Invece, se continuiamo a ricordare senza agire, senza nulla fare, se permettiamo abusi, torture, sfruttamento a qualsiasi livello, nei confronti di chiunque, in qualsiasi parte del mondo, se ne parliamo senza però agire, rischiamo di fare retorica e quelle atrocità, quelle vittime Innocenti, non ci avranno insegnato niente. Io credo che l'unico vero modo di onorarli sia un grande, infinito "mai più", mai più violenze, mai più sopraffazione, mai più odio, mai più.

Così in questo giorno, tornando a ricordare tutti loro, dal primo all'ultimo, senza lasciare che la memoria ne cancelli alcuno, piangendo per ciascuno di essi io prego che si stia attenti a ciò che avviene oggi, perché in tutto il mondo, per tutti, sia forte nella volontà e nel cuore quel "mai più". E ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte, nelle piccole cose di ogni giorno e in quelle grandi, ognuno per quello che gli compete, per quello che può fare. 

Oggi la memoria ci rammenta cosa siamo capaci di fare, nel bene e nel male, a noi scegliere da quale parte andare.

Gabriella Dell'Aria 27.01.2021




martedì 26 gennaio 2021

Io sogno

 Tra le lenzuola, 

nel mio letto, 

arrivo a te, notte, 

sipario alzato 

io t'incontro, 

e nel silenzio, 

mentre fuori 

tutto sembra 

magicamente in pace,

io sogno una carezza, 

sogno la tenerezza

e sogno i baci.

Ecco di che mi nutro, 

animo mio, 

anche durante il giorno

io sbircio e cerco te,

cerco un sorriso, 

cerco un abbraccio, 

gli occhi tuoi 

che cercano di me. 

Gabriella Dell'Aria 26.01.2021

Tutti i diritti riservati 


giovedì 21 gennaio 2021

Una boccata d'ossigeno

 A volte ho bisogno di una boccata d'ossigeno, la trovo qui, tra le parole, tra quelle che scrivo, che leggo, come un balsamo nel quale mi rifugio trova ristoro l'Anima mia. Lì, con loro, in mezzo a loro, respiro profondo e pulito, può scorrere la lacrima che lava quel dolore, oppure che lo fa splendere perché in esso è amore. Lì può respirare il cuore, protetto, al sicuro, in un ambiente ristoratore e limpido, lì io posso creare, immaginare, volare, posso esplorare terre prive di confini, posso esplorare cieli, posso esplorare amore mentre lui forse esplora me. Ma già mentre lo dico lui sorride, Amore mio, mi dice, tu sei parte di me, nulla devo esplorare, tu librati leggera come sai fare, tu danza insieme a me. E la lacrima che scende, sempre quella, ora che mi commuove col suo dire, che pure io conosco, che io so. 


Io son parte di te, mi affretto a dire, e in fondo io lo so, ma vedi, ho da cercarti, da chiamarti, respirarti, ho da cercare questi spazi miei con te, come con l'aria, come con l'acqua, come la vita. Tu sei parte di me com'io di te.


Respira tutto questo che è già tuo, accogli la bellezza, accogline ogni meraviglia, Amore mio. Tu vola, vola che puoi librarti, vola che puoi donarti, il primo dono ecco, questo sei tu per te. Per quello che hai portato, per ciò che hai donato. E sappi che puoi fare assai di più. E vale per ognuno, Amore mio, per tutti e per ciascuno. Respiralo tu a fondo, tu entra nel profondo e capirai, e sentirai, tu ama finché puoi. 


Anche quando sarò altrove, Anima mia, anche allora io amerò. 


Sorride, già lo sa, lo sperimenta, allarga il cuore, mentre le lacrime, beh adesso brillano entrambi gli occhi miei. Mentre respiro, mentre cerco ossigeno, mentre piango un pianto silenzioso che preferisco non mostrare, stringo un poco i denti e vado. Dove, mi chiedo. Attraverso il tempo di questa mia giornata, attraverso la mia vita, nel tempo che mi è concesso qui, quello che è mio. Mi guardo indietro e dopo avanti. A volte un nodo alla gola, altre un sorriso, comunque sia, mentre porto amori dentro il cuore, cammino sempre avanti, innanzi a me. E piango e sorrido insieme, e sembro matta, ma cosa vuoi che importi, io so quello che cerco, quello che amo, e vado per questa strada mia. 

Amore grande, Amore immenso, io sono dentro te, tu sei con me. 


Gabriella Dell'Aria 21.01.2021 

Tutti i diritti riservati 

lunedì 11 gennaio 2021

Ti regalo

Ti  regalo la parte 

migliore di me, 

è lì che si nutre 

e che cresce Amore.

Senza di lei 

tutto il resto è vano, 

è come un abito fantastico 

sopra ad un manichino. 

Tu guarda quel lato 

che nell'immateriale è 

che è la sua casa, 

perché d'Anima 

e di Spirito, 

dove risiede Amore,

e segui il suo cammino 

che da Spirito, 

da Anima deriva 

e scende lungo i fiumi 

ed i torrenti, 

passando dentro il sangue, 

nei muscoli, la pelle, 

in una metamorfosi 

d'Amore fatto carne. 

Ma non dimenticare mai 

da dove viene. 

Tu guarda gli occhi miei

guarda le mani, 

guarda i solchi

che i fiumi 

han disegnato 

dentro al cuore,

in essi

scorre sempre vivo

Amore.

Tu guarda le mie gote

il mio sorriso,

entra dentro di me

con quella stessa parte 

che scende lungo i fiumi

e poi diventa carne, 

io entro dentro te

col bacio mio, 

e  c'incontriamo 

lì dove le nostre anime

si sono già incontrate, 

già aspettate, 

lì dove si amano 

e si sono amate, 

lì dove si baciano

in un bacio di 

Spirito e di carne, 

dove tutto è completo, 

dove tutto è perfetto. 

Ecco, 

è in quel campo 

è lì che ti ho incontrato,

dove ci siamo amati 

per la prima volta, 

dove incontravo te

anche distante, 

lì dove i chilometri 

non hanno peso 

né esistenza, 

il campo in cui 

io e te ci amiamo, 

quello in cui 

ci accarezziamo. 

Credi,

un'altra volta credi.

Mostrami la parte 

migliore di te, 

è lì che si nutre 

e che cresce Amore.

Credo, 

un'altra volta credo.


Gabriella Dell'Aria 02.01.2021

Tutti i diritti riservati